Un tema sottovalutato

Quello del global warming può essere considerato il più importante tema con cui siamo chiamati a confrontarci nella nostra epoca. Ad esso sono legati più o meno direttamente le altre principali questioni dei nostri giorni, come la sicurezza alimentare, l’accesso all’acqua e alla terra, i movimenti migratori e, direttamente o indirettamente, persino i conflitti armati.

Secondo la WMO, l’agenzia metereologica delle Nazioni Unite il 2015 è stato “un anno record per il riscaldamento dell’atmosfera” mentre “il livello di CO2 nell’atmosfera ha per la prima volta superato la soglia delle 400 parti per milione”, aprendo scenari cupi su quello che dobbiamo aspettarci nei prossimi anni.

Nell’Ottobre del 2016, gli scienziati del Goddard Institute for Space Studies della NASA hanno reso noto che il mese di Luglio dello stesso anno  è stato il più caldo mai registrato dalle loro rilevazioni su base mensile.

Nell’Agosto del 2017 gli stessi scienziati della NASA hanno reso noto che le temerature nel mese di Luglio 2017 hanno raggiunto nuovamente i livelli record del Luglio 2016.

Nonostante i ripetuti allarmi, il tema continua a non godere di sufficiente attenzione. Il dibatto sul global warming in Italia (come in molti altri Paesi) si aggira prevalentemente intorno al tema degli accordi internazionali. Pur considerando di primaria importanza l’accordo di Parigi, è ormai evidente che la questione del riscaldamento globale richiede un impegno che vada al di là di un accordo in sede ONU.

Un contrasto efficace all’aumento delle temperature deve partire da una comprensione e ridefinizione del nostro modo di produrre e consumare. Il nostro sistema globalizzato e delocalizzato sta creando un sempre maggiore dissesto negli equilibri del pianeta, e una rapida distruzione delle sue risorse, senza che la maggior parte delle persone ne sia consapevole.

Il vero impatto del Made in Italy

Partendo da questi presupposti il progetto Global Warming Made in Italy si concentra sulle produzioni del Made in Italy, per raccontarne il reale impatto climatico.

L’obbiettivo del progetto è quello di esplorare, capire e raccontare il reale impatto del Made in Italy, evidenziando il contrasto tra un marchio che racconta un modo di produzioni tradizionali, locali, sostenibili, e una realtà fatta di delocalizzazione e sfruttamento delle risorse.

L’Italia si colloca al quarto posto di una classifica stilata dal Global Footprint Network, che misura  “l’iperconsumo” di risorse. Attraverso un viaggio nelle sue più famose e riconosciute produzioni, questo progetto intende capire da cosa dipende questo squilibrio, su quali meccanismi di mercato si basa e a cosa ci può portare. Un percorso per raccontare come l’economia globalizzata abbia trasformato radicalmente le produzioni del Made in Italy, un marchio riconosciuto in tutto il mondo, per capire quali aspetti vanno ripensati radicalmente per renderlo in futuro un esempio globale di sostenibilità.

Il crowdfunding

Global Warming Made in Italy è nato come progetto in crowfunding, sostenuto dal contributo del pubblico e dei lettori, che ne sono stati il primo editore. Sulla piattaforma ProduzioniDalBasso è disponibile la descrizione dettagliata del progetto originario. Per approfondire: